Contrattacco sullo stadio: “È un nostro diritto”

Contrattacco sullo stadio: “È un nostro diritto”

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Se è vero che «nessun atto è illegittimo», come ha dichiarato il procuratore Ielo, o generato da «condotte corruttive proprie», come spiegato dal noto amministrativista Gianluigi Pellegrino, non si può non comprendere la linea che il club giallorosso persegue dallo scoppio dell’inchiesta: «Richiedere che l’iter del progetto arrivi a conclusione senza ulteriori rallentamenti – sostengono da Trigoria –, è un diritto sacrosanto. Non lo diciamo noi, ma i magistrati, che fino a prova contraria hanno dichiarato la legittimità del lavoro fatto in questi anni. Non stiamo chiedendo favori a nessuno». Come scrive questa mattina la Gazzetta dello Sport la posizione è chiara. A questo punto, diventa soprattutto una questione di tempi. Quanto impiegheranno i Dipartimenti del Comune a rivedere tutti i passaggi? Le verifiche più attese, quelle che dovrebbero sgombrare il campo da ogni dubbio, sono due: sull’ormai celeberrimo vincolo architettonico, materia dell’ispezione inviata dal neo ministro del Mibact Bonisoli; e sulla tenuta del traffico, che un collaboratore di Parnasi avrebbe messo in discussione in una delle tantissime intercettazioni che compongono l’ordinanza del gip Tomaselli. Sul punto, ieri l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma Linda Meleo ha chiarito: «La Procura ha detto esplicitamente che gli atti amministrativi realizzati da Roma Capitale non hanno criticità di alcun genere. Questa è una posizione chiara e netta, gli uffici tecnici adesso stanno valutando se e quali atti eventualmente rivedere. (…)». L’assessore all’Urbanistica Luca Montuori ha ribadito: «Nel futuro di questa città ci sarà lo stadio della Roma. Se la procedura, come crediamo, risulta corretta, potrà andare avanti. (…)». . Il vicesindaco Luca Bergamo ha posto l’attenzione su un elemento importante: «Se, e lo scopriremo a breve, non ci sono vizi sulle procedure e dall’altra parte c’è un soggetto imprenditoriale che ha la capacità economica di farlo, si fa». Su questo punto, si attende a giorni che l’assemblea dei soci di Eurnova nomini il successore di Luca Parnasi, un passaggio necessario perché il terreno di Tor di Valle e i diritti ad esso connessi – che stavano per essere ceduti alla Dea Capital – siano trasferiti a nuovi sviluppatori. Un’operazione di cui si sta interessando anche James Pallotta.

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