Daniele De Rossi nei secoli fedele

Daniele De Rossi nei secoli fedele

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IL FATTO QUOTIDIANO (P. ZILIANI) – Nell’estate dei “tradimenti calcistici” ora sfiorati (Donnarumma, Milan/Juventus), ora portati a termine (Bonucci, Juventus/Milan), un genere tornato prepotentemente alla ribalta l’estate scorsa con le separazioni poco consensuali di Higuain(Napoli) e Pjanic (Roma),coi due giovanotti che si ritrovano di colpo innamorati persi della stessa Signora, gli stracci che volano e le scene di isteria collettiva di milioni di tifosi traditi, è interessante sfogliare le pagine di un recente studio sulla “fedeltà calcistica” compiuto dall’Uefa all’ indomani del ritiro di Francesco Totti, che con 25 stagioni di militanza nella Roma 25 come le stagioni trascorse da Paolo Maldini al Milan – era il capofila indiscusso dei calciatori fedeli, devoti, quelli che per l’appunto non tradirebbero mai. L’Uefa si è chiesta con l’uscita di scena di Totti, chi sono i calciatori più fedeli in attività oggi? E cioè quelli che hanno trascorso l’intera carriera con lo stesso club e non hanno mai giocato per un’altra squadra, non importa se solo in prestito. Stabilito il criterio, sono stati presi in considerazione gli otto principali campionati europei individuati secondo precisi coefficienti Uefa (Inghilterra, Spagna, Germania, Italia, Francia, Portogallo, Russia e Ucraina) e la scoperta è stata, specie per noi, intrigante.

Sarà perchè Roma letto all’incontrario diventa Amor, sarà il caso, sta di fatto che uscito di scena Totti il calciatore europeo in assoluto più fedele, quello che non ha mai indossato, nemmeno per un minuto, una maglia diversa da quella del club in cui è cresciuto e che lo ha lanciato, è oggi Daniele De Rossi, ancora Italia, ancora Roma; che a 34 anni (li compie oggi), con le sue 16 stagioniconsecutive trascorse in maglia giallorossa (la prossima sari la 17a) e le 557 partite ufficiali giocate si lascia alle spalle un monumento come Andrés Iniesta (33 anni, 15 stagioni nel Barcellona, 624 partite) e il portiere russo Akinfeev (31 anni, 14 stagioni nel CSKA Mosca, 522 partite). Proseguendo: giù dal podio troviamo al 4 posto il difensore Perrin del St. Etienne (14 stagioni, 353 partite), al 5 il portiere Rui Patricio dello Sporting Lisbona (11 stagioni, 412 partite), al 6 il centrocampista Kingdel Leicester (10 stagioni, 363 partite) e al 7 l’attaccante Thomas Muller del Bayern (9 stagioni, 394 partite) che rischia però di uscire presto di scena: diventato riserva nel Bayern allenato da Ancelotti, potrebbe nei prossimi giorni cambiare club. Insomma: anche se siamo il paese delle sceneggiate napoletane e anche se le corna, in serie A, volano che è una meraviglia, l’Uefa ci informa che l’Italia è, grazie alla Roma e ai suoi Capitani Coraggiosi, Francesco Totti e Daniele De Rossi, la culla della fedeltà applicata al pianeta pallone. E diciamolo: nei giorni in cui Perisic abbandona il ritiro dell’Inter per andare dal dentista in Croazia (sic) e Bernardeschi marca visita alla Fiorentina spedendo un certificato che attesta una gastroenterite acuta (doppio sic) salvo presentarsi in perfetta forma, l’indomani, alla firma del nuovo contratto con Madama Juventus, ricordare che nell’asilo infantile della serie A avevamo Totti e abbiamo ancora De Rossi rincuora. Molto.

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