DI FRANCESCO “Soddisfatto dell’atteggiamento della squadra. E’ normale che le gambe non...

DI FRANCESCO “Soddisfatto dell’atteggiamento della squadra. E’ normale che le gambe non girino. Defrel? Per me è una prima punta” (VIDEO)

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CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di mister Eusebio Di Francesco al termine del match tra Roma e Slovacko:

La trasmissione della palla nel primo tempo, squadra un po’ lenta, è soddisfatto? 
“Siamo al 14 di luglio, questa è la risposta, normale che le gambe non abbiano la giusta brillantezza. Davanti avevi una squadra che fisicamente ci dava delle difficoltà poi avevo Perotti non al meglio e ho dovuto fare delle scelte durante la gara. La condizione fisica deve ancora crescere. Dal punto di vista del palleggio ero convinto di avere difficoltà, infatti è stato così.”

Un parere sul giro palla e Gonalons.
Siamo al 14 di luglio, è normale che le gambe non girino e non siano brillanti. Ci sono ragazzi di 17 anni che non fanno sempre bene la prima giocata con tante persone che ti vengono a vedere con una squadra davanti che fisicamente ci hanno messo in difficoltà. Perotti non era al meglio e ho dovuto fare delle scelte anche se avrei voluto fare giocare a qualcuno dei minuti in più. Sul palleggio ero convinto che avremmo avuto difficoltà nel primo tempo. Volevo vedere l’atteggiamento di squadra nelle difficoltà, essendo sempre corti e compatti.

Su Bruno Peres.
Contento della sua applicazione anche in difesa, è più facile attaccare che difendere anche mentalmente. Ha una gamba superiore rispetto agli altri, dobbiamo lavorare soprattutto mentalmente con lui, può fare meglio ma ha fatto bene.

Defrel vice-Dzeko o attaccante esterno?
“Parto da Defrel, ancora non è nostro, ma con me ha fatto sempre la prima punta e ci ho lavorato così tanto da non volergli togliere le sue qualità migliori, nel caso diventi un nostro giocatore”

Su Pellegrini.
Dobbiamo valutare l’infortunio che ha avuto oggi, mi auguro che non sia nulla di importante. Se fosse solo un fastidio lo porterò in America e potrebbe giocare anche la prima partita dall’inizio.

Su Gerson.
Come prima idea deve velocizzare le giocate e muoversi di più senza palla. Ci stiamo lavorando, viene da un calcio differente e naturalmente deve alzare un po’ i ritmi. Lo vedo disponibile, un po’ di pazienza e sono convintissimo che migliorerà. Certi giocatori hanno bisogno di tempo in più per adattarsi a certi campionati, spesso tanti stranieri hanno fatto il salto di qualità dopo un anno o più. Ma non solo lui.

Sui nazionali, come li gestirà?
Il tempo è stretto perché giochiamo dopo tre giorni, di quelli che rientreranno dalla nazionale qualcuno dovrà giocare per forza. In questo ritiro il problema più grande è stato lavorare con pochi giocatori, in America ne avrò di più e qualcuno giocherà anche se non in condizioni ottimali, anche se non è positivo. Noi non andiamo in giro a fare figuracce, ma vogliamo portare in alto il nome della Roma ed è questo che vogliamo fare anche gli Stati Uniti.

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