I segreti di Paulo Fonseca: ambizione, controllo del gioco, motivazione (VIDEO)

I segreti di Paulo Fonseca: ambizione, controllo del gioco, motivazione (VIDEO)

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FOCUS CGR – L’Odissea della Roma, alla ricerca del nuovo tecnico, sembra aver trovato finalmente la sua meta definitiva. I dirigenti della Roma – coadiuvati da una serie di intermediari molto influenti – sono approdati a Madrid (sponda Lisbona) e l’incontro con Paulo Fonseca ha gettato le basi per il nuovo progetto giallorosso. Ci sarà da lavorare nei prossimi giorni per liberare il tecnico portoghese dallo Shakhtar, facendo valere una vecchia promessa, sottolineata recentemente dal presidente Akhmetov: “c’è un accordo morale nel caso qualcuno si interessi a Paulo, questa è la nostra buona reputazione”.

ESPERIENZA EUROPEA E TITOLI – 46 anni, nato Nampula, in Mozambico ma di origini portoghesi, Paulo Fonseca ha già maturato una discreta esperienza europea e internazionale dopo una carriera da difensore centrale in campo. La prima soddisfazione da tecnico arriva nella stagione 2012-13, al Paços de Ferreira, con una qualificazione sorprendente ai preliminari di Champions League. L’anno successivo, fu chiamato dal Porto, ma nel corso di un campionato deludente fu esonerato, vincendo subito però la Supercoppa portoghese. Ripartì ancora una volta dal Paços de Ferreira, ma stupì nella stagione 2015-16 con il Braga: arrivò fino ai quarti di Europa League e vinse la Coppa del Portogallo battendo proprio il Porto.

Dal 2016 è allenatore dello Shakhtar, dove ha raccolto la pesantissima eredità di Mircea Lucescu e una squadra che non vinceva il campionato da due stagioni. Ha portato a casa 7 titoli su 9 a disposizione: 3 campionati, tre Coppe d’Ucraina e una Supercoppa. Due stagioni fa la clamorosa eliminazione del Napoli, con tanto di maschera di Zorro indossata in conferenza stampa per una goliardica promessa fatta alla vigilia.

MODULI E RICERCA CALCISTICA – La base di partenza di Fonseca in questi anni è stato il 4-2-3-1, ma i moduli sono flessibili, meno i suoi concetti calcistici. Possesso (di media oltre il 60%), controllo del gioco, occupazione della metà campo avversaria con attenzione però all’equilibrio e alla profondità che inevitabilmente si lascia alle spalle dei difensori. Squadra corta, aggressiva, intensa, ma soprattutto dedita al fraseggio. E’ fondamentale per Fonseca avere in squadra 4-5 calciatori che sbaglino poco o nulla il passaggio decisivo, ma anche quello corto. Difficile che si vedano nelle sue squadre improvvisi cambi di gioco o lanci lunghi, che non siano indirizzati strategicamente alla ricerca di un uomo libero che inneschi l’azione offensiva. Sul web è possibile rintracciare in queste ore una serie di video che denotano l’abilità delle squadre di Fonseca (nello specifico lo Shakhtar) nella costruzione dal basso della manovra.

https://twitter.com/antoniotreglia/status/1136007079737643009

Questo ad esempio è un gol realizzato dall’undici ucraino contro il Feyenoord in Champions League, ottenuto grazie alla collaborazione di fatto di tutti i giocatori in campo, a partire dal portiere, a seguito di 19 passaggi consecutivi. Ogni filosofia calcistica ha pro e contro, punti di forza e punti di deboli. Inevitabilmente quando la tua ricerca è offensiva, con il coinvolgimento dei terzini, dei due centrocampisti e degli uomini offensivi, ti puoi esporre a rischi in fase di transizione, laddove di fronte trovi squadre abili nel contrattacco.  “In caso di perdita di possesso, il pressing alto non deve mai disordinare il proprio schieramento” questa la contromossa richiesta dal portoghese.

MOTIVAZIONE E AMBIZIONE – L’impatto con i dirigenti giallorossi è stato decisamente positivo: Fonseca viene descritto come “una bella figura, ambizioso e molto intelligente”. L’aspetto motivazionale ed emotivo sarà fondamentale: è chiaro che finora Fonseca ha maturato esperienze solo in campionati periferici rispetto al top del calcio europeo. Soprattutto in Ucraina, dove il crollo del Metalist e i problemi economici della Dinamo Kiev gli hanno spianato la strada verso il successo con ben 3 titoli all’attivo. Ma vincere non è mai scontato, soprattutto in una realtà particolare come il paese dell’ex Unione Sovietica, con Donetsk anni fa soggetta a bombardamenti e l’obbligo di vivere a 300 km di distanza da Kharkiv, sede che spesso ha ospitato le partite ‘casalinghe‘ dello Shakthar. Da un un documentario su youtube sull’esperienza al club arancionero di Akhmetov, è stato estratto un breve discorso a margine di un match di campionato fatto da Fonseca ai suoi uomini nello spogliatoio (min. 17:45 etc.)

Non appena cala la loro pressione, dobbiamo ricompattarci. Questo ha a che vedere con la nostra fase offensiva, non con la nostra fase difensiva. Se abbiamo l’opportunità di aggredirli, prendendo la palla o facendo un fallo, aggrediamoli, allentiamo la pressione e ci ricompattiamo. Teniamo sempre la squadra corta. Facciamo attenzione alla profondità. E’ molto importante che noi, quando loro prendono la palla e allentano la pressione, facciamo attenzione dietro.

Ci deve essere disponibilità, costante ricerca delle spaziature e delle linee di passaggio. Non adeguiamoci al loro ritmo, cerchiamo momenti in cui accelerare, momenti che ci diano aggressività in termini offensivi. Dov’è l’ambizione? L’ambizione deve essere costante in questa squadra, in ogni partita. A prescindere dal fatto che giochiamo contro Lione, Manchester City, Desna o Zorya.

Sta a voi, soprattutto, dirvi, dentro di voi che volete vincere, che volete arrivare alla fine del campionato ed essere primi.
Buona partita a tutti, andiamo!

La sintesi di un pensiero calcistico, della necessità di mantenere alta la tensione, di primeggiare sull’avversario in qualsiasi zona del campo. La Roma sa cosa trova, forse ha capito meno cosa cercasse finora visti i numerosi e diversi profili di allenatori avvicinati. Certamente per ripartire da zero servirà tempo, pazienza e soprattutto una squadra composta da calciatori funzionali al progetto tecnico di Fonseca e soprattutto disposti ad imparare e migliorare. Il tempo, il vero nemico del portoghese in una piazza in subbuglio che difficilmente ne concederà.

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