L’ANALISI TATTICA – Cengiz Ünder, il terzo dei 4

L’ANALISI TATTICA – Cengiz Ünder, il terzo dei 4

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FOCUS CGR – Ha deciso la trasferta di Verona, poi, con un assist e due realizzazioni personali, ha indirizzato nel verso giusto la partita contro il Benevento, dopo il vantaggio iniziale di Guilherme e la risposta di Fazio. Si parla ovviamente di Cengiz Ünder, l’uomo del momento in casa Roma, in grado di cambiare completamente volto alla sua stagione (si spera definitivamente) nel giro di 180 minuti. Una crescita frutto del caso o forse di un cambiamento tattico operato da Di Francesco a seguito della sconfitta interna contro la Sampdoria. Dal weekend successivo infatti, coincidente con il match del Bentegodi, l’allenatore abruzzese, viste le assenze a centrocampo, ha fatto di necessità virtù passando dal suo fedele 4-3-3 al 4-2-3-1. Contro i gialloblù era stato Nainggolan ad agire da incursore alle spalle di Dzeko, una posizione molto simile a quella ricoperta con Spalletti lo scorso anno e che aveva permesso al belga di chiudere la stagione con 11 gol in campionato e 3 nelle coppe, suo record personale. Ieri invece il ruolo di trequartista centrale è toccato a Diego Perotti, meno a suo agio rispetto al compagno di squadra, in particolare perché quasi impossibilitato ad affrontare gli uno contro uno tanto cari al Monito.

Il cambiamento di modulo ha comunque giovato Ünder che, spostato pochi metri più indietro e supportato da un giocatore in più nella zona offensiva del campo, ha avuto più liberta a disposizione e la possibilità di giocare in più occasioni con la palla di fronte alla porta e non di spalle a questa, come spesso accaduto nelle precedenti partite. Con lo spazio a disposizione il turco ha potuto mettere in mostra le sue qualità nel dribbling e sul piano della velocità, come evidenziato soprattutto nell’occasione dell’assist per Dzeko che ha completato la rimonta giallorossa. In occasione della sua prima rete personale invece ha sfruttato nel modo migliore il varco creato dall’uscita del bosniaco, bravissimo a sua volta nel servire lo smarcato Perotti con chiusura dell’azione affidata al mancino di Cengiz. Da quello stesso piede delicato è poi arrivato il poker, con uno dei classici tiri a giro che il turco aveva fatto vedere in patria con la maglia del Basaksehir. Se quanto descritto non basta ad avvalorare la crescita dell’esterno classe ’97, ci sono anche i numeri e le statistiche a sostenere la tesi del suo miglioramento nelle ultime settimane, a partire dall’ingresso in campo nella parte finale del match di recupero in casa della Samp. Dalla gara esterna contro i blucerchiati alla sfida contro il Benevento infatti, Gengo ha effettuato 9 dribbling vincenti, più del doppio di quanto era riuscito a fare in totale nelle precedenti 12 giornate in cui era sceso in campo, facendo salire la percentuale di dribbling riusciti oltre il 70%. Eloquente anche il dato sui passaggi chiave andati a buon fine: 8 nelle ultime quattro di campionato, due in più rispetto all’intero girone d’andata.

Se Ünder ha beneficiato del cambiamento tattico, bisogna vedere invece come reagiranno i suoi compagni di reparto. Prendendo in considerazione l’ipotesi che Di Francesco continui a utilizzare tre uomini e non due alle spalle e ai lati di Dzeko, il ruolo centrale tornerà ad essere proprietà di Nainggolan, assente contro i giallorossi campani per squalifica. Perotti quindi si dirotterà a sinistra, la sua posizione naturale, ma gli sarà chiesto maggiore sacrificio in difesa essendoci un centrocampista in meno a difendere il lato di Kolarov. Se l’argentino è tuttavia abituato a questo lavoro da elastico tra difesa e attacco, più difficoltà potrebbe creare ad El Shaarawy. Il faraone infatti non ha nelle corde il ripiegamento difensivo e quando riesce a farlo con costanza ne risente quasi sempre la fase offensiva, dove lo sforzo fisico compiuto lo rendo meno efficace sia in termini di assist che a livello di gol. Starà all’allenatore giallorosso quindi trovare la soluzione migliore per non rendere la squadra squilibrata e garantire lo stesso tipo di rendimento in entrambe le situazioni di gioco, quella di possesso e quella di non possesso.

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