Nella sfida dei grandi Pellegrini ora vuole anche il gol ai cugini

Nella sfida dei grandi Pellegrini ora vuole anche il gol ai cugini

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LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – Quando Lorenzo Pellegrini nasceva, Daniele De Rossi aveva 13 anni, e ancora giocava con la maglia dell’Ostiamare. Ventuno anni dopo i due si ritroveranno insieme a giocare il derby, veterano e novizio, immersi nelle stesse emozioni, ma con intensità diverse. Perché per il giovanissimo numero 7 si tratterà di un esordio assoluto in giallorosso, controla Lazio, almeno in prima squadra, avendone disputati molti con la Primavera del papà di Daniele. Crescendo, soprattutto, con il mito del centrocampista di Ostia, che ha sempre stimato e visto come un punto di riferimento.  La delusione per la mancata chiamata di Ventura, si è trasformata in due settimane di lavoro intenso e importante a Trigoria, con Di Francesco che continua a seguire la crescita passo passo di quello che è il suo pupillo, riportato da Sassuolo per entrare nella rotazione dei centrocampisti. E Pellegrini sta collezionando già numeri da titolare: nove le presenze in campionato, 565 i minuti disputati, che non per nulla pochi se si pensa che Strootman ne ha raggiunti pochi di più, 613. Decisivo al servizio dei compagni, con 5 assist, e 9,342 chilometri percorsi, mentre gli manca ancora il gol (anche in Champions), tenuto forse in caldo proprio per un’occasione speciale come quella di sabato. Nainggolan continua a lavorare per provare a bruciare i tempi, e nessuno dentro Trigoria si sbilancia. Si deciderà in extremis, venerdì, alla vigilia della gara, ma le possibilità sono davvero poche. E quindi Lorenzo dovrà rispondere presente. Risposta che dovrebbe dare, comunque, anche se Radja dovesse farcela perché, in quel caso, è probabile che prenda il posto di Strootman, che è stato anche lui in nazionale. Ripristinando la regola dei tre romani in rosa, che con l’addio al calcio di Totti sembrava esser venuta meno. E invece De Rossi, Florenzi e Pellegrini mantengono la tradizione. Le gambe tremeranno, come è Di Francesco — che ieri pomeriggio ha ritrovato la squadra — ad ammettere. «Cosa è per me il derby a Roma? lo racconto con un aneddoto: la prima volta, prima della gara, siamo andati tutti sotto la Sud. Prima di allora non mi erano mai tremate le gambe, quella volta sì. È un’emozione unica». E ancora: «Sarà una gara di alta classifica — continua Di Francesco a Mediaset — faccio i complimenti a Inzaghi, sta facendo un ottimo lavoro». Da segnalare che, sul fronte stadio, la seconda seduta della Conferenza dei Servizi decisoria per lo stadio della Roma, è stata convocata per venerdì 24 novembre.

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