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PALLOTTA: “Non si può essere un marchio globale senza lo stadio di proprietà. A Roma e Napoli i problemi di sicurezza sono significativi”

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James Pallotta è a Londra e in attesa che venga raggiunta da tutta la dirigenza per fare il punto della situazione ha parlato questa mattina in occasione del convegno “Leaders in Sport”, in cui ha fatto riferimento al nuovo stadio. Queste le sue dichiarazioni:

“Non si può essere un marchio globale senza lo stadio di proprietà. Vogliamo essere la seconda squadra preferita di tutti. È il livello di soddisfazione dei tifosi a determinare la tecnologia usata. Lo stadio sarà tutto esaurito ogni partita. Tutti a Roma vogliono questo stadio, tranne forse i tifosi della Lazio, ma ci dovranno giocare una volta a stagione. Fino a 5 anni fa pensavo che il calcio fosse un gioco orribile, non riuscivo a capirlo, mentre ora sono fuori di testa per il calcio. Gli Esports? Mio figlio mi ha detto che avrei fatto più soldi che con Celtics e Roma messi insieme. Il riconoscimento facciale per ogni biglietto? Il plug-and-play è un’idea interessante, mentre la VR ha bisogno di tre-quattro versioni per avere un senso”

Il presidente Pallotta ha poi affrontato il discorso del sistema di riconoscimento facciale all’ingresso dello stadio come una nuova possibilità da usare come misura di sicurezza paragonandolo al passaporto elettronico da utilizzare ai controlli di sicurezza in aeroporto:

“Stiamo passando molto tempo nel decidere che tipo di misure di sicurezza ci saranno, che tipo di riconoscimento facciale useremo. Da qui a tre anni, le cose saranno diverse rispetto ad oggi. Chi ha mai assistito ad una partita in Italia? Sapete com’è un derby tra Roma e Lazio? Nel Nord Italia non litigano molto, non è così, ma al Sud… come Napoli, Roma… I problemi di sicurezza sono davvero significativi. Posso farti un esempio: circa un anno e mezzo fa, siamo andati dalla polizia, mi sono seduto ad un tavolo con il capitano e gli ho chiesto ‘Perché non arrestate queste persone?’. Lui mi ha risposto ‘Permettimi di farti vedere perché’, e mi ha aperto questo quaderno pieno di persone che avevano commesso qualcosa ma c’erano soltanto immagini sfocate. Quindi abbiamo chiesto se potessimo portare telecamere ad alta definizione all’interno, e le abbiamo comprate noi, anche se non siamo i proprietari dello stadio, per iniziare a vedere chi è che crea problemi”. 

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