“Io non lascio, anzi raddoppio”

“Io non lascio, anzi raddoppio”

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IL MESSAGGERO – U. TRANI – «Non mollerò e magari dovrete sopportarmi ancora per tanti anni. Quattro o cinque».

E’ la sfida di Luis Enrique. Alla piazza e anche a se stesso. Con tanto orgoglio e grande convinzione allontana il secondo derby perso. Più che battagliero, l’asturiano sembra sollevato. In questa stagione non dovrà più affrontare la Lazio. Ma è ormai tempo di esami: lo saranno per lui e i giocatori, le 12 gare che mancano alla fine del campionato. La prima stasera al Barbera contro il Palermo. La Roma non solo viene da 2 sconfitte di fila, ma ha anche 8 assenti. […]

Accetta di essere valutato, insieme con i suoi interpreti, da oggi fino alla conclusione della stagione: «I giocatori sanno che sostengono ogni giorno un esame, in allenamento come in partita. Nessuno si può rilassare né l’allenatore né i calciatori. E nessuno lo sta facendo. La prossima partita è sempre la più importante e io mi aspetto il meglio. Spero di vincere a Palermo e non sarà facile. Quando finirà il torneo, vedremo dove siamo arrivati, se avremo fatto prestazioni ottime o no. So che conteranno, per giudicarmi, solo i risultati. Ma è la prima gara l’unica che mi interessa». «Non siamo in emergenza» avverte. Eppure mancano gli squalificati Stekelenburg, Cassetti e Osvaldo, gli indisponibili Burdisso, Taddei, Juan e Pjanic, più Perrotta che ancora non sta al top. E, tanto per stupire comunque la platea, ne approfitta per promuovere pure il mercato invernale, nonostante Sabatini si sia preso la colpa di non aver acquistato un centrale difensivo a gennaio.

«Non ho nessun rimprovero da fare alla società. Mi prendo io la responsabilità perché continuo a pensare che siamo una buona squadra in grado di fare di più. Ma non sono preoccupato per le assenze, né quelle in difesa né quelle in attacco. Giocherà qualcun altro. Siamo tantissimi, abbiamo i ragazzi della Primavera». Replica a De Rossi che, dopo il derby, ha chiesto più campioni per diventare grandi. «Con la società vogliamo costruire una squadra forte e si farà. A me piacciono i giocatori bravi: Totti, Perrotta, De Rossi e anche Piscitella. Viviani o altri giovani. Non mi interessa l’età.[…]

Vuole proseguire la sua avventura con la Roma che potrebbe presto proporgli, per la seconda volta, il rinnovo sino al 2015. «Non devo ripetere quanto detto la settimana scorsa. Non speculo, sono di parola. Come minimo resterò sino alla scadenza. Però potrei fermarmi qui anche per altri quattro-cinque anni. E lo farò felicissimo. Poi nel calcio non si sa mai. Dipendiamo sempre dai risultati. Il giorno in cui la società o la maggioranza dei tifosi penseranno che non sono la persona giusta, allora sarà tutto finito. Ma se tutto continua così, con le difficoltà che sono normali perché non arrivano i risultati, io rimarrò al mio posto. E continuerò a lavorare come accade ogni settimana, sempre per il bene del gruppo. E resterò felicissimo. Non dei risultati, però».

«Comunque a me interessa il Palermo che in casa va forte, che sa ripartire e che davanti ha giocatori di primo piano. Voglio vincere, recuperare la squadra e fare buoni risultati. Per dare soddisfazioni al tifo, fedele al massimo e che è sempre con noi. Questa gara vale per il presente della squadra dopo una settimana sul piano mentale dura per i calciatori». Senza mai accennare alla Lazio, conferma quanto raccontato da Sabatini che ha rivelato come l’asturiano avrebbe voluto battere la Lazio anche giocando male. «Io preferisco vincere sempre, in qualsiasi modo. Poi è meglio farlo sapendo perché si vince: giocando bene, aumentano le chance di arrivare al successo. Ma per aggiudicarsi qualsiasi gara, e il derby ancora di più, si può pure giocare male». E’ già qualcosa.

 

 

 

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