SCANDALO SCOMMESSE. Così Sculli ricattava Luca Toni: “Collaborerà, ho certe sue foto”

SCANDALO SCOMMESSE. Così Sculli ricattava Luca Toni: “Collaborerà, ho certe sue foto”

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GAZZETTA.IT – Giuseppe Sculli e Safet Altic, il pregiudicato bosniaco al centro dell’inchiesta sul calcioscommesse, avevano un modo sicuro per convincere Luca Toni a collaborare al loro tentativo di aggiustare le partite: il ricatto.L’INTERCETTAZIONE — In una telefonata del 3 maggio 2011 l’allora attaccante della Lazio e Altic, secondo quanto riportato nelle carte dell’inchiesta “Last New Bet”, parlano di affari da “monetizzare” facendo riferimento a Luca “Peperone” Toni, che è stato compagno di Sculli al Genoa dall’estate 2010 a fine dicembre 2011. L’attaccante nato a Locri dice di “essere in possesso di foto compromettenti del collega che lo ritraggono in atteggiamenti intimi con ragazze, utilizzabili per forzare la volontà del giocatore nel caso non si fosse dimostrato accondiscendente in alcune richieste”. Sculli e Altic parlano di come utilizzare quelle foto e citano espressamente la possibilità di inviarle a Marta Cecchetto, compagna di Toni.

Ecco il testo della conversazione tra Altic e Sculli su Toni:
Safet Altic: E che dice Peperone (Luca Toni, n.d.r.) ieri?
Giuseppe Sculli: Peperone è qua ancora… Ti giuro qua stasera lo vedo è rimasto qui, il coglione è qui. Mamma che coglione. Ha detto Carabinierovic ho detto se ti piglia Carabinierovic… Si incazza ehh? Ho detto guarda che le foto le ha ancora lui Sergio. No? Ti prego…
SA: No non gli dire che non le abbiamo…
GS: No ma io ce le ho davvero le foto
SA: Giuri?
GS: Te le giuro che le ho fratello
SA (ride): Merda… Tienile comunque… Se non siamo più amici con questo peperone.
GS (ride)
SA: Gli recapitiamo alla signora Marta… come si chiama
GS: Marta Cecchetto… Allora gli dico Se che domani pomeriggio passi tu da lei. Gli dico di aspettare dai…

LA MENTE — Il ruolo di Altic emerge chiaramente dalle carte dell’inchiesta. Il bosniaco aveva contatti quotidiani con Sculli, di cui era amico e da cui ha ricevuto senza problemi in prestito la sua Audi A6, e diversi anche con altri giocatori del Genoa, in particolare Omar Milanetto, Domenico Criscito e Kakha Kaladze, con cui i contatti telefonici erano molto frequenti. Altic risulta anche “ben inserito nella realtà calcistica del Genoa”, con “legami significativi” con Gabriele e Guido Morso, pregiudicati siciliani “ben conosciuti dagli appartenenti del gruppo ultras del Genoa nonché da diversi calciatori di tale società”. In altre intercettazioni Altic organizza attraverso un intermediario la consegna di 1.500 euro a Sculli, che il calciatore riceve al casello autostradale di Serravalle Scrivia (Al) il 23 aprile 2011.

“LUCA NON SAPEVA” — “Luca è sereno e non è a conoscenza di alcun tentativo di estorsione in suo danno”. Arriva in serata la reazione a quanto emerso. Non da Toni, ma dal suo legale, l’avvocato Gian Pietro Bianchi, legale dell’ex attaccante del Genoa, in merito alle indiscrezioni sulla telefonata fra Giuseppe Sculli e Safet Altic. Bianchi spiega: “Luca non ne sapeva nulla e non ha mai assunto alcun comportamento che possa comportare un tentativo estorsivo. E’ rammaricato che queste notizie giungano in un momento in cui è entusiasta di diventare papà”.

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