È partito il riciclaggio sociale

È partito il riciclaggio sociale

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IL TEMPO (T. CARMELLINI) – È partita la corsa alla riqualificazione, al riposizionamento sociale. O meglio, è ripartito il tutti contro tutti, la corsa a farsi belli davanti ai nuovi «padroni» agli occhi di chi da qui a breve prenderà in mano le redini della Roma. E, come sempre accade a Trigoria e dintorni, proprio coloro che avevano in passato tenuto fino all’ultimo in alto lo stendardo della vecchia proprietà, i fedelissimi sensiani, sono stati i primi a cambiar sponda e salire sul carro dei vincitori. Che spettacolo! Altro che codice etico o fairplay, al grido la «guerra è guerra», tutti in fila al portone nei nuovi dirigenti. E vada per chi dovrà farne suo malgrado materiale da lavoro, ma tra loro c’è anche chi ha giurato fedeltà all’attuale management (il famoso lavoro di gruppo) e proprio con chi sta dall’altra parte si è immediatamente alleato: o comunque ci ha provato. Così, attorno alla solita tavola imbandita, si è discusso di un futuro che tanto roseo rischia di non essere: perché in questo bailamme di cariche, ruoli e controsensi, si rischia di perdere la strada giusta. O almeno rischia di smarrirla chi non ha ancora capito da che parte stare… o lo ha fatto troppo tardi e prova a rimanere incollato con le unghie alla sua poltrona. La cena ha fatto imbufalire uno dei tanti direttori che si è sentito giustamente «tradito»: il rischio è quello di restare col cerino in mano o ancor peggio da solo contro il resto del mondo e non sarebbe corretto per chi finora ha invece cercato di salvare tutti… anche troppo (magari sbagliando impara…). Ma forse non è avvezzo ai salti in corsa della capitale, è infatti solo il passato che riaffiora portando con sé vecchie alleanza, fraterne amicizie (?), con tanto di passaggi in auto e garanzie: «Tranquillo ce metto ’na bona parola io che so’ amico…». Il vento è cambiato e il giochetto rischia di non funzionare allo stesso modo in futuro (anche questo inevitabilmente figlio delle scelte del passato), perché chi arriverà a Roma sa benissimo che, suo malgrado, non potrà (o dovrà) far prigionieri proprio per gli stessi motivi. L’ultima trovata fa tenerezza: il doppio ds… Ma non scherziamo! «Al massimo in un’altra squadra». Si rischia ripartire col piede sbagliato ma la Roma non può farlo. E non lo farà. Del resto la «guerra è guerra»… O no!?

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