Fonseca e la Roma cercano la svolta

Fonseca e la Roma cercano la svolta

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Un mezzo passo falso che non deve far perdere di vista l’obiettivo di qualificarsi alla prossima Champions League, un traguardo alla portata nonostante il mal di trasferta. Nel giorno di riposo concesso all’indomani del pareggio con il Benevento giocatori e staff della Roma hanno provato a staccare la spina e a scrollarsi di dosso le scorie di una prestazione che non ha fatto piacere a nessuno, soprattutto per quella voglia e quell’ambizione di puntare sempre al massimo e per essersi lasciati sfuggire l’occasione di poter agganciare il Milan nello scontro diretto. Alla ripresa degli allenamenti Fonseca proverà ad analizzare quali potevano essere le migliori mosse tattiche per abbattere il muro eretto dalla squadra di Inzaghi e quelle messe in atto che non hanno funzionato, ma i giallorossi dovranno anche ragionare sull’evidente differenza di rendimento tra casa e trasferta in campionato.

Come scrive il Tempo, nei match casalinghi Pellegrini e compagni hanno totalizzato ben 30 punti in 12 partite nelle quali non sono arrivate sconfitte, facendo per il momento (l’Inter ha una gara in meno a San Siro) meglio di chiunque altro e ottenendo un bottino totale di 31 gol segnati e 13 subiti. lontano dall’Olimpico l’andamento è del tutto differente, con appena 14 punti conquistati in 11 sfide (sul campo sarebbero 15, si attendono ancora segnali dal Coni sul ricorso per il 3-0 con il Verona) e una media punti che scende a 1,27, la peggiore di tutte le big della Serie A. La Roma e il suo allenatore saranno quindi chiamati a dare una sterzata all’andamento in trasferta e all’altro grande punto debole della stagione, quello degli scontri diretti con le grandi. Ma prima del Milan c’è da difendere il vantaggio di 2-0 conquistato all’andata in casa dello Sporting Braga, che partirà a razzo per mettere pressioni ai giallorossi. La preparazione in vista del ritorno in coppa inizierà oggi, ma già ieri gli infortunati, più El Shaarawy e Mancini, si sono recati a Trigoria per un lavoro supplementare.

Per Kumbulla si è diradato l’ottimismo degli scorsi giorni e difficilmente ci sarà, così come Calafiori, che vuole smaltire del tutto il problema alla coscia. L’unico che dovrebbe recuperare per giovedì è quindi Cristante. Procede bene il percorso di Zaniolo, che ha avuto soltanto un contatto con il professor Fink, con cui si sente con grande frequenza: la visita medica decisiva per avere l’ok agli allenamenti in gruppo è fissata per la seconda metà di marzo. Continua ad essere affollata l’infermeria (Reynolds è ancora negli Usa), un problema in più per Fonseca che, in caso di passaggio del turno con il Braga, dovrà gestire i giocatori con ben 8 partite da disputare tra il 25 febbraio e il 28 marzo. Intanto dopo De Rossi è toccato a Totti essere ospite di Vieri su Twitch: «Ancora non ci sono stati contatti con i Friedkin, nel caso ci parlerei. Ho intrapreso un percorso che voglio portare a termine, certo dire no alla Roma non sarebbe facile». Poi l’ex capitano ha concluso con amarezza: «Mi sarei ucciso pur di non lasciare Trigoria, mi sarei visto per sempre dentro la Roma ma le situazioni mi hanno portato altrove. Mi sono sentito messo al muro, ho preso una decisione che mai avrei voluto prendere. Avrei voluto fare il direttore tecnico, ma ero l’ultima ruota del carro».

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