La Fifa non da tregua al Barça

La Fifa non da tregua al Barça

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CORSPORT- Ormai i quotidiani catalani, Mundo Deportivo e Sport, parlano apertamente di persecuzione. La Fifa, dopo aver congelato il mercato del Barça fino alla prossima finestra invernale per l’irregolare compravendita di calciatori extracomunitari minorenni ed aver stabilito che questi ultimi non potranno disputare una partita ufficiale con la casacca blaugrana fino al compimento del diciottesimo anno, ora ha deciso di assumere un atteggiamento ancora più severo. D’ora in avanti, infatti, i giovani coinvolti – all’epoca dei fatti nove, ridottisi nel frattempo a cinque – non solo non potranno più prendere parte agli allenamenti nella città sportiva di San Joan Despí, ma neppure soggiornare nelle installazioni della Masia, l’inesauribile settore giovanile del club, che nel recente passato ha sfornato, solo per citarne tre, Messi, Xavi e Iniesta, l’intero podio del Pallone d’Oro 2010.

SFRATTATO – A farne le spese, così, è stato il malcapitato camerunese Patrice Sousia, 16 anni, sgusciante attaccante del Juvenil B. Il ragazzo, arrivato a Barcellona grazie alla Fondazione Eto’o, è stato avvisato del provvedimento dai responsabili della cantera, Josep Llorca e Jordi Roura, quest’ultimo più noto al grande pubblico per aver guidato la prima squadra, ad interim, mentre Tito Vilanova si curava negli States. È partita subito la gara di solidarietà tra i compagni, culminata con la decisione della mamma del centrocampista Alex Collado, Susana, di accogliere a casa sua il ragazzo africano, che nei prossimi mesi condividerà lo spogliatoio del Prat, compagine di Tercera División, con il fratello di Alex, Jonathan. Da parte sua, il Barça continuerà a pagare gli studi a Patrice e gli garantirà il minimo salariale fino al 18 gennaio del 2017, giorno del compimento della maggiore età. Solo allora si deciderà sull’eventuale reinserimento nel club. Il ragazzo aveva già dovuto saltare le ultime due stagioni, a seguito dell’apertura del dossier Fifa.

INDIGNAZIONE – La decisione del massimo organismo calcistico del pianeta hanno coinvolto anche il californiano Ben Lederman, che a differenza del compagno si è stabilito a Barcellona insieme alla famiglia. Qualche giorno fa, il padre del centrocampista statunitense, Danny, ci era andato giù duro. “La Fifa sta uccidendo mio figlio”, la denuncia. “Comprendiamo che la norma ha il fine di proteggere i bambini che vengono allontanati dalle loro famiglie, ma non può essere applicata in casi come il nostro. Noi abbiamo deciso di venire tutt’insieme in Spagna. Nessuno ha il diritto di dirci dove vivere e di impedirci di appoggiare i sogni di nostro figlio”.

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