La Roma si trasforma: i Friedkin e la rivoluzione senza fine

La Roma si trasforma: i Friedkin e la rivoluzione senza fine

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Adesso è definitivamente la Roma dei Friedkin. Perché anche l’ultimo ponte con la vecchia gestione, quella legata a James Pallotta, è venuto giù, anche se non è stata una caduta fragorosa e dolorosa, ma una scelta condivisa. Sta di fatto che da ieri anche Guido Fienga lascia la Roma.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, al suo posto Dan e Ryan Friedkin hanno scelto Pietro Berardi, 47 anni, nuovo «Corporate Ceo» e direttore generale del club, a partire al più tardi dal primo gennaio 2022. È  l’undicesimo nuovo dirigente della gestione texana. Prima di lui, infatti, erano arrivati Tiago Pinto (general manager), Lombardo (segretario generale), Vergine (settore giovanile), Van Den Doel (direttore marketing), Scalera (direttore relazioni governative), Pastorella (direttore Roma Departments), Murgo (capo del personal), Krauss (capo della sicurezza), Vitali (responsabile ufficio legale) e Maurizio Costanzo (advisor comunicazione stadio).

Ma perché i Friedkin hanno deciso di cambiare anche quella che era stata ufficializzata come la loro «voce»? Con la presenza fissa di Dan e Ryan a Roma, di fatto non c’era più bisogno di un Ceo operativo come era Guido Fienga, che – per dire – nella fase di transizione tra le due proprietà per un po’ ha fatto anche le funzioni di direttore sportivo. Dan e Ryan hanno fatto di Roma il loro quartier generale. Ma le decisioni sono tutte loro, come la gestione diretta del club.

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