Mondiali, Prandelli: “Immobile? Tutti devono considerarsi titolari”

Mondiali, Prandelli: “Immobile? Tutti devono considerarsi titolari”

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prandelliCesare Prandelli ha parlato in conferenza stampa dal ritiro della nazionale azzurra a Mangaritiba. Queste le sue dichiarazioni:

“Siamo partiti dicendo che i 23 giocatori devono considerarsi 23 titolari. Non ci sono novità: sceglieremo in base allo stato fisico e psicologico, sono tutti papabili. Tutti siamo potenzialmente protagonisti, tutti siamo potenzialmente risorse. Ogni scelta sarà accettata con entusiasmo da tutti, ciascuno sarà pronto a tifare. Qui non si parla di alternative, si parla di scelte legate al modo di affrontare l’avversario, di attaccare e di difendere.

Immobile come Totò Schillaci? Nei Mondiali del ’90 -ricorda il ct- Schillaci partiva come quinta punta, ha finito per essere il capocannoniere. Questo significa che bisogna sfruttare le opportunità e lavorare in vista di ogni partita. Nel 2006, nessuno considerava Grosso come titolare. Lippi lo ha inserito e Grosso è stato un protagonista assoluto. L’idea è quella di fare qualche gol in più rispetto all’avversario. Napolitano ha ragione non ci dobbiamo accontentare.

Costa Rica? La conosco, ma in questo momento conosciamo molto meglio l’Inghilterra. Sicuramente, però, il Costa Rica non va sottovalutata.

Portieri? Sirigu sta recuperando nel giro di due giorni sarà al top. Perin ha fatto l’esordio con emozione ma è un ragazzo sveglio che può fare una grande carriera. Tutti conoscono i propri ruoli e saranno accettate da tutti, è un mondiale in cui tutti possono essere protagonisti anche per cinque minuti. La squadra è matura e deve condividere con entusiasmo, i primi tifosi saranno che sono i panchina vicino a me.

Fisicamente hanno lavorato tutti, stiamo bene. Verratti non ha giocato perché ha la febbre, Chiellini niente di preoccupante ho preferito fare altre scelte. Il ct come un condannato a morte che non conosce l’ora della sua esecuzione? Trapattoni ha ragione: lui vicino all’esecuzione e’ andato spesso, e non e’ mai morto. E’ un concetto che mi piace, lo faro’ mio. Non è che dobbiamo dare delle certezze, stiamo lavorando per essere pronti, vogliamo onorare la maglia. Non c’è niente di nuovo, all’inizio dei Mondiali in Italia c’è sempre pessimismo. Lotteremo su ogni pallone.

Quando pensi di concludere le azioni le può pensare di chiudere con la velocità. Quando le difese sono chiuse, il tiro da fuori area è un’arma importante, è sempre meglio trovare la profondità che il tiro da lontano”.

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