Nicolò e Ciro, la coppia Capitale: il sogno Nazionale parte da qui

Nicolò e Ciro, la coppia Capitale: il sogno Nazionale parte da qui

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il timbro della Capitale sull’Italia di Mancini. Che prepara il suo Europeo, 3 partite su 3 all’Olimpico proprio all’inizio della fase finale, con i giocatori più rappresentativi della Lazio e della Roma. Niente derby allo stadio Barbera. Alto che rivalità, in campo solo sintonia. Ciro Immobile e Nicolò Zaniolo spingono la Nazionale fino al 9 a 1 contro l’Armenia. Lo show de noantri è sintetizzato nei loro 4 gol: una doppietta a testa per far capire al ct che meritano spazio anche in azzurro. Immobile è il capocannoniere della serie A: 14 gol con la Lazio. In questa stagione è già a 19 reti (questa è la quarta doppietta), contando anche le 2 in Europa League e i 3 in Nazionale, dove ha appena superato l’amico Belotti.

FEELING DE NOANTRI – Ciro da 10, quanti sono i suoi gol azzurri (3 con Mancini), uno più del Gallo. E’ il migliore marcatore del gruppo. Chissà se li vedremo in tandem, ma nel 4-3-3 segnano anche gli esterni. A Palermo lo hanno fatto il debuttante Orsolini e Chiesa. E proprio Zaniolo che è il più giovane romanista ad aver segnato in azzurro (20 anni e 139 giorni, meglio di De Rossi e Cassano). E, nella notte di Palermo, ha usato il top del suo repertorio in segno di riconoscenza per questo ct che lo chiamò prima ancora del debutto in giallorosso. Mancini lo vede mezzala, ma la seconda gara da titolare dopo quella contro il Liechtenstein lo alza nel tridente. Da lì il 1° dei 2 gol all’Armenia: destro sull’uscita del portiere. Nella ripresa fa il Barella: ecco l’altra rete: sinistro da fuori. La mira non gli manca: 7 reti stagionali (4 in A, 1 in Europa League e 2 in azzurro). Ciro partecipa alle 2 di Palermo: assist e velo. Nicolò, invece, inventa: lancio per il bis del centravanti. Esagera l’Italia contro l’Armenia (il ct Khashmanyan, arrivato da 2 partite e in entrambe ko, già pensa alle dimissioni), non i protagonisti. Immobile va sul semplice: «Ci tenevo a far bene e sbloccarmi in azzurro». Zaniolo lo imita: «Il campo è il posto dove mi piace rispondere alle critiche. Ho coronato un altro sogno. Io mi trovo bene sia davanti che a centrocampo. Gioco dove mi chiedono».

TIRO AL BERSAGLIO – L’Italia raggiunge l’Inghilterra: 37 gol nelle 10 partite delle qualificazioni europee, ma gli azzurri sono avanti nella differenza reti (33/31). Solo il Belgio, ospitando oggi Cipro, può fare meglio: è a quota 34 reti. Mancini già guarda avanti: «L’abbiamo presa bene, fatto tanti gol e non se ne fanno così tanti a caso in una gara internazionale. I giocatori hanno dato tutto. Sono orgoglioso di loro. Ma l’annata sarà migliore solo si si vince qualcosa. Ci fa piacere il record dei 10 su 10. E siamo felici che la gente sia appassionata. Ora si volta pagina e pensiamo all’Europeo. Ricordiamoci che restano più forti di noi la Francia, la Spagna, la Germania, l’Inghilterra e il Belgio». Ha parlato spesso in campo con Zaniolo: «E’ istintivo, fa giocate splendide. Deve ragionare di più. E’ centrocampista, ma davanti sa come comportarsi»

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