Real-Roma, Spalletti: “La realtà è che si è perso 2-0, zitti e...

Real-Roma, Spalletti: “La realtà è che si è perso 2-0, zitti e a casa. Bisogna cambiare mentalità, si deve crescere, siamo deboli” VIDEO

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SPALLETTI in Conferenza stampa:

“Abbiamo avuto il triplo delle occasioni loro, il triplo più chiare, più pulite, e fare un gol prima oggi avrebbe cambiato la psicologia della partita, ci sono determinati momenti dentro una gara che la ribaltano completamente. Bisogna essere realisti, 2-0 all’andata e idem al ritorno, zitti e si va a casa. Guai a chi è sollevato dalla prestazione, guai a chi fa i complimenti, che dice che si è fatto bene, si è fatto male, tutte e due le partite, perchè era un passaggio del turno dove noi ce la dovevamo e ce la potevamo giocare. Se si vuole continuare a rotolorsi dietro i complimenti facciamolo quanto ci pare, però se non si prende atto della situazione, e non si fanno dei balzi veloci invece di fare dei passettini, diventa più lunga la strada. Noi siamo la Roma come si dice nel nostro ambiente, si ho capito, ma bisogna comportarsi da Roma”.

SPALLETTI a PREMIUM

Che peccato, tante occasioni sprecate?
“Se non segni e gli altri lo fanno, inutile recriminare, bisogna prendere atto della realtà, 2-0 all’andata e al ritorno, giustamente si è qualificato il Real. Non ci si può rotolare sempre nei discorsi, la realtà dice che abbiamo perso 2-0 punto”

Si poteva fare di più?
“Non lo so, forse si per quello che si è visto, quando si è giocata l’andata ero convinto di poter lottare per il passaggio del turno, se vogliamo fare un’analisi profonda, forse siamo bravi, si possono fare i complimenti, però poi nella realtà dobbiamo crescere, come cattiveria, come convinzione, come mentalità, purtroppo siamo deboli, c’è poco da fare, alla prima difficoltà non riusciamo ad essere la squadra del livello che dobbiamo essere, il Real non sta vivendo un grande momento, bisogna considerare quello che propongono, non sono irresistibili in questo momento”

Con Nainggolan avrebbe scelto lo stesso modulo? Uno dei rimpianti forse è la partita dell’andata capitata troppo presto, perchè sta incidendo settimanalmente sulla squadra?
“Si la squadra sarebbe stata questa lo stesso, Radja lo avrei inserito da qualche parte, il modulo sarebbe stato questo. La partita d’andata è avvenuta troppo presto,si doveva fare di più, in futuro riusciremo a mettere a posto qualcosa, l’essere tranquilli e soddisfatti di queste due partite qui, mi angoscia un po’, figurati a che livello eravamo caduti come testa, come possibilità, se siamo tranquilli dopo aver perso due partite per 2-0, bisogna prendere atto della realtà velocemente, senza raccontarci favole, perchè se no la strada diventa lunga, non va bene, bisogna fare meglio”.

Spalletti anche è arrivato troppo tardi?
“Ma no, non voglio tirar dentro il lavoro di chi mi ha preceduto, è stato sicuramente un buon lavoro, ognuno ha il suo modo di lavorare. La squadra nell’ultimo periodo ha lavorato bene, sono nella direzione giusta, ma bisogna fare dei balzi, non dei passettini in avanti, perchè la nostra squadra ha dei calciatori per fare dei balzi in avanti. Quando rientro dopo il 2-0 stasera e vedo i giocatori predisposti a ricevere complimenti, questa cosa è difficile da accettare, mi angoscia”

La Juventus sarebbe passata nella stessa partita, per valori comportamentali, non per valori tecnici. Questo è il problema?
“La testa diventa fondamentale, avere quella convinzione che è il lavoro quello che sposta, il pensiero che far parte della Roma è importante come far parte della tua famiglia, il pensiero di non perdersi dinanzi al momento di difficoltà, stasera ci è andata bene, dopo i due gol, non mi sarei meravigliato se ne avessimo presi in precedenza,come è successo anche a me in passato e stasera ho visto quasi la stessa situazione, è segno che non siamo migliorati sulla forza mentale, farlo capire ai giocatori non è facile, la differenza è questa: ribaltare i pensieri nella testa dei giocatori, quando rientri nello spogliatoio uno è dispiaciuto, arrabbiato, amareggiato e non sa rendersi conto dell’occasione che ha gettato via. Ci sono partite che rimarranno nella storia del calcio per sempre, che ti danno la scorciatoia per avere un impatto sul calcio mondiale rispetto a 38 partite di campionato giocate benino. Il rimpianto non è quando perdi, ma quando non te la sei giocata convinto della situazione, di averci messo tutto. Bisogna prenderci atto del risultato senza condire altro intorno”.

 

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