Roma, l’altra rivoluzione

Roma, l’altra rivoluzione

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – L’ennesima rivoluzione, seppur più silente rispetto agli anni scorsi, è alle porte. Non si arriverà probabilmente ai 7 volti nuovi nell’undici titolare tra il 2011-12 e il 2012-13 e nemmeno ai 6 tra il 2014-15 e 2015-16. La Roma, però, è pronta a cambiare ancora una volta faccia. Negli uomini e nella filosofia di gioco. Partito Nainggolan, fulcro della mediana, l’arrivo di Pastore (atteso nella Capitale lunedì), sommato a quelli di Cristante e Coric, regala un cambiamento copernicano. Si passa da un centrocampo fisico e di temperamento ad uno dove la qualità la farà da padrone. Ma non finisce qui. In porta è vicino l’addio di Alisson. Sono giorni caldi quelli vissuti dal portiere, raggiunto nel ritiro della Seleçao dal suo storico agente Zé Maria. Quasi in concomitanza, giovedì Monchi ha incontrato a Trigoria uno degli intermediari italiani che si sta occupando della trattativa mentre l’altro, ieri è volato a Madrid. Della serie: qualcosa si sta muovendo. La situazione è nota: il Real, forte del sì del ragazzo, non si muove dalla proposta di 60 milioni compresi i bonus. La Roma ne chiede almeno 10 in più. Capitolo Meret: Napoli in vantaggio. L’alternativa per Monchi rimane Areola.

FLORENZI, IL FACCIA A FACCIA – Anche Florenzi rimane in bilico. Tra oggi e domani andrà in scena l’atteso incontro tra l’agente Lucci e Monchi per discutere del rinnovo. La Roma è ferma su un’offerta complessiva di tre milioni con i premi. Il nazionale azzurro chiede qualcosa in più e rimane perplesso sul ruolo che potrà avere nella prossima stagione. Come terzini destri ci sono infatti Karsdorp e Santon, a centrocampo la fila è lunga, mentre in avanti, in quella casella mancante a destra, dovrebbe arrivare il giocatore capace di regalare gol e assist oltre a Dzeko. A meno che, le indiscrezioni trapelate ieri di un interessamento del Tottenham per Perotti, trovino riscontro nei prossimi giorni. A Trigoria ne hanno preso atto, non smentendo. L’argentino ha un contratto (rinnovato a dicembre) che lo porta a guadagnare 2,7 più premi: in Italia, dunque, è di difficile collocazione. Più facile con Defrel (ieri incontro Monchi-Pocetta): Sampdoria, Atalanta, Torino e Fiorentina, le squadre interessate. Nel caso in cui Perotti partisse, il ds potrebbe regalarsi un altro esterno di qualità, oltre a quello che è già arrivato, Kluivert. Il club ha finalmente ufficializzato l’acquisto dell’olandese, a fronte di un corrispettivo fisso di 17,25 milioni e uno variabile, fino ad un massimo di 1,5 milioni (più un importo pari al 10% del valore eccedente i 25 milioni in caso di cessione, per un massimo di 4 milioni): «Sono molto felice. Sono in un club incredibile, che mi piace molto – le prime parole di Justin – Non vedo l’ora di iniziare. Credo che la Roma sia la squadra ideale per la mia crescita, voglio vincere qui». Tornando alle strategie giallorosse, con Perotti out il sogno è il nazionale svedese Forsberg, attualmente al Lipsia. L’alternativa, scomparsa fin troppo rapidamente dai radar dopo la notizia relativa all’acquisto di Pastore, è Ziyech. Le parole del tecnico dell’Ajax a Voetbal International sono eloquenti di come il marocchino (che ha raggiunto un’intesa contrattuale con Monchi) abbia le valigie pronte: «Credo che, con un po’ di realismo, a parte Kluivert e Ziyech, nessun altro partirà». La sottolineatura di Ten Hag riguarda indirettamente de Lingt che ieri, alle voci di un Chelsea pronto a pagare la clausola rescissoria di Manolas (37 milioni, valida sino ai primi di agosto), è stato subito accostato ai giallorossi. La Roma, off record, è convinta di tenersi stretto il greco. E intanto ha prenotato il futuro: Bianda (Lens) è molto vicino.

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