Rudi Voeller compie 60 anni! Da meteora a ‘Tedesco Volante’ sotto la...

Rudi Voeller compie 60 anni! Da meteora a ‘Tedesco Volante’ sotto la Sud (VIDEO)

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E’ un giorno importante per Rudi Voeller. L’ex centravanti della Roma, attuale direttore generale del Bayer Leverkusen, compie oggi 60 anni. La Roma, come di consueto, ha ricordato sui suoi social l’evento pubblicando un video con i gol più belli del tedesco in maglia giallorossa.

CADUTA E RINASCITA – 119 reti in 174 partite con la maglia del Werder Brema. Furono i numeri che attirarono l’occhio esperto del presidente Viola. Nell’estate del 1987 il club giallorosso annuncia l’acquisto di Rudi Voeller per 5,5 miliardi di lire. In panchina c’era Nils Liedholm e nei piani della società Voeller avrebbe dovuto sostituire Roberto Pruzzo, giunto quasi al tramonto della sua carriera. A 27 anni, il tedesco di Hanau era un calciatore più o meno già fatto. Rapido, forte fisicamente, abile nel segnare sia di destro che di sinistro, in Germania aveva fatto sfracelli vincendo più volte la classifica capocannonieri. In Italia però, Voeller iniziò con grandi difficoltà l’esperienza romana, nonostante la prima stagione termini con un insperato terzo posto dopo il triennio di Eriksson e un clamoroso Scudetto gettato al vento nella famigerata Roma-Lecce. Un’annata sfortunata, contraddistinta da diversi problemi fisici (i maligni parlarono a distanza di una diagnosi medica sbagliata) con tanto di operazione chirurgica e il magro bottino di sole 3 reti in 21 apparizioni ufficiali. L’ambiente cominciò a criticare Voeller che fu sul punto di tornare in Germania, ma la società riuscì a convincerlo a restare assicurandogli un ruolo di leader, che il futuro Campione del Mondo era pronto a conquistare. A partire dalla sua seconda stagione infatti, l’attaccante ‘spuntato’ si trasforma in un trascinatore straordinario: 10 reti il secondo anno, 14 il terzo (quello del mitico Stadio Flaminio) con tanto di reti decisive nei derby, 11 il terzo con due finali di Coppa (Italia e Uefa) conquistate e un trofeo vinto contro la Samp a Marassi.

TEDESCO VOLANTE – Le caratteristiche di Voeller non sono quelle del tipico numero 9 d’area di rigore. Rudi si sacrifica per tutti: corre, lotta, fa sponda. Al top della condizione diventa un centravanti di movimento moderno, capace forse di anticipare l’evoluzione dell’attaccante nel ruolo, a cui abbiamo assistito negli ultimi 15 anni. Un concentrato di forza fisica, carattere, durezza teutonica e generosità. Splendido il connubio tecnico con Giuseppe Giannini, dal quale trae linfa vitale per aumentare il suo rendimento in maniera esponenziale. La Curva Sud in poco tempo si innamora di Voeller, dedicandogli un coro divenuto celebre nella storia del club: “Vola tedesco vola, sotto la Curva vola, la Curva si innamora, tedesco vola”, sulle note di una hit di Lorella Cuccarini. Rudi corre e rincorre, sembra quasi auto-lanciarsi in campo come sostengono i tifosi che assistono alle sue giocate sgranando gli occhi ogni domenica, sempre di più. Due le immagini più belle della sua carriera da calciatore in giallorosso: la rappresentazione dell’ariete d’assalto nella Roma intensa e gagliarda del Flaminio; la rincorsa Europea in Coppa Uefa del 90-91, con 10 reti in 12 partite, trascinatore internazionale dei suoi fino alla finale persa contro l’Inter. Saranno in totale 68 reti in 198 gare con la maglia giallorossa e un addio tormentato, per via dell’arrivo di Boskov che non gli avrebbe assicurato il posto da titolare. Nel 2004-2005, dopo l’addio prematuro di Cesare Prandelli, la famiglia Sensi richiama Voeller a Trigoria nel ruolo di allenatore. Esordio all’Olimpico e vittoria per 1-0 contro la Fiorentina grazie alla rete di Montella, l’areoplanino che plana con il tedesco Volante sotto la Sud, in una giornata che sembra promettere una Roma decisamente diversa da quella che al termine di una stagione folle e tormentata, rischierà addirittura di retrocedere. Poi però arrivano 1 pareggio e 2 sconfitte nelle tre gare successive, con le dimissioni di Bologna. Voeller lasciò la Roma con il rimpianto di non esser stato in grado di poter scrivere un’altra meravigliosa pagina di storia del club, ma mai lascerà il cuore dei tifosi…

 

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