Tutti fermi, non si riparte

Tutti fermi, non si riparte

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IL TEMPO (S. PIERETTI) – Semaforo rosso. Il Comitato Tecnico Scientifico non ha ancora approvato le linee guida del Ministro dello Sport inviate lo scorso 12 maggio: allenamenti collettivi bloccati. Si va oltre, nelle prossime ore gli scienziati dovranno valutare le integrazioni richieste dalla Figc relative agli allenamenti collettivi senza ritiro blindato. Il Sistema calcio va avanti tra incertezze e insofferenze; i medici sociali sono ancora in rivolta, i club della Serie A pretendono una data certa per ripartire, gli scienziati rimandano in attesa che i dati sulla curva dei contagi sia per tutti propizia. I giocatori sosterranno sedute individuali anche nei prossimi giorni.

LA RIPARTENZA – Il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ieri sera ha ricevuto dal Presidente della Figc, Gabriele Gravina, la versione aggiornata del protocollo per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri, rivisto alla luce dei rilievi formulati dalla Lega Serie A. In spirito di piena collaborazione, il Ministro ha dato immediato impulso ai propri uffici per procedere a una rapida valutazione da parte del Comitato Tecnico Scientifico. La risposta affermativa potrebbe accelerare la ripresa degli allenamenti collettivi.

MALCONTENTO DEI CLUB – I calciatori premevano per l’abolizione dei ritiri blindati, e tanto hanno ottenuto. Permangono tutte le altre criticità, tra cui lo svincolo degli allenamenti collettivi e il divieto di disputare le partitelle. La mancanza di una data certa per la ripresa del campionato ha generato malcontento da parte dei club che – arrivati a questo punto – avrebbero voluto ottenere maggiori certezze. Dal punto di vista sportivo, la “falsa” partenza sugli allenamenti collettivi complica i piani, mentre l’assenza di una data certa per la ripresa del campionato frena i presidenti sull’ingiunzione di pagamento da inviare alle emittenti che non hanno ancora corrisposto l’ultima rata dei diritti tv. Le criticità non mancano: nei prossimi giorni si dovrà legalizzare la situazione dei calciatori in scadenza di contratto al 30 giugno.

I DUBBI DEI MEDICI – Nonostante i chiarimenti emersi dopo la circolare dell’ INAIL sulla responsabilità civile e penale, i medici sociali sono ancora sul piede di guerra per quanto riguarda il protocollo licenziato. I medici vorrebbero unicamente esercitare la loro professione, senza sconfinare in quella di vigilantes, chiamati a far rispettare – in ogni angolo del centro sportivo – un dispositivo pieno di paletti e di incertezze: nel parcheggio, negli spogliatoi, in campo. I dottori diventerebbero i sorveglianti del gruppo squadra, i tutori della legge. Domani la Commissione medica della Federcalcio si riunirà per valutare le criticità dell’ultimo protocollo presentato per gli allenamenti collettivi al CTS e per l’impostazione dei protocolli successivi perla continuazione degli allenamenti collettivi e l’eventuale ripresa del campionato. Sarà una documentazione elaborata che dovrà comprendere anche i criteri logistici e organizzativi delle trasferte e dei relativi trasferimenti che il presidente federale Gravina – e quello della Lega Paolo Dal Pino – porteranno avanti con il prof. Nanni nominato membro della Commissione medica Figc – e con il presidente dei medici Sportivi Casasco.

BOOM BUNDESLIGA – L’unico campionato di livello che ha riaperto i battenti in Europa è stato quello della Bundesliga. In Germania la ripresa del campionato è stata un vero e proprio successo; 160 paesi collegati da tutto il mondo, 6 milioni di spettatori in tv e introiti elevatissimi per quanto riguarda le scommesse sportive. Gli altri Paesi per il momento restano a guardare: imprigionati dai nodi burocratici che stanno paralizzando la ripresa, le maggiori Leghe calcistiche europee stanno perdendo terreno e risorse importanti.

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